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UFFA CHE BARBA

Quante volte la clientela maschile presenta eritemi, papule, irritazioni o dermatiti proprio nella sede della barba, spesso dovute a tecniche sbagliate di rasatura o trattamenti cosmetici inadeguati.

Non tutti, infatti, conoscono le procedure corrette per una rasatura perfetta, perché spesso vige l’autoapprendimento di chi ha imparato da sé a radersi, o al massimo ereditate dal padre, con metodiche obsolete e poco “eudermiche”.

Un rito che si ripete ogni mattina, una prova di coraggio (e di pazienza) per “veri uomini” che spesso viene sottovalutata quando addirittura non ignorata, ma che fa parte preponderante della “beauty routine” maschile.

La rasatura, infatti, comporta l’eliminazione di uno spessore cutaneo di circa 0,25 mm che si ricostruisce dopo circa 20 ore.

I peli della barba hanno una direzione che va dalla punta del naso al mento e alle orecchie, salvo varianti individuali che, come nei capelli, possono formare vortici molto personali.

Queste direzioni vanno seguite attentamente non solo nella rasatuta, ma anche nel massaggio, perché movimenti rotatori (o peggio ancora contropelo) hanno lo stesso effetto di una carezza al gatto da coda a testa!

La rasatura può diventare un piacevole rituale per iniziare bene la giornata, basta seguire alcuni semplici ma fondamentali passaggi:

  1. Prima di cominciare il trattamento, valutare il tipo di pelle (se secca, grassa o sensibile) e il tipo di barba (se morbida o ispida) e capire quali sono le linee di inclinazione dei peli della barba.  Grazie a questa accurata analisi scegliere i prodotti adeguati per ogni tipo di pelle e barba così da evitare eventuali contropeli forzati e arrossamenti residui.
  2. Applicare una crema prebarba in modo da proteggere e riequilibrare la pelle e ammorbidire il pelo.
  3. Applicare un panno caldo sul viso col compito di ammorbidire e sciogliere lo strato lipidico del film cutaneo, e permettergli di fondersi con la crema applicata precedentemente per una buona insaponatura.
  4. Applicare un panno caldo anche sulla parte superiore del viso massaggiando leggermente le tempie in modo da rilassare le rughe frontali e del contorno occhi, distendendo i muscoli facciali, donando relax.
  5. Cercare un sapone in grado di produrre una schiuma densa e cremosa; con pennello e acqua distribuirla su tutto il viso con movimenti rotatori che alzano il pelo e lo amalgamano con la schiuma stessa.
  6. Controllare con le dita lo stato del pelo e che il sapone si sia sciolto completamente.
  7. Prima rasatura con rasoio monouso: leggera e nella direzione del pelo, con una leggera inclinazione del rasoio, usato per tratti brevi e poi sollevato per sciacquarlo.
  8. In caso di taglio, disinfettare e tamponare con cotone o stick emostatico.
  9. Riapplicare la crema prebarba ed il panno caldo, in modo da ricostituire un piccolo strato filmogeno e poter procedere con la seconda fase.
  10. Rasatura in contropelo: la più delicata. Eseguita seguendo controcorrente l’inclinazione dei peli e tendendo la pelle con la mano libera evitando balzelli e “colpi di zappa” tanto fastidiosi quanto pericolosi. Fare movimenti più lunghi della fase precedente, evitando di ripassare sulla stessa zona.
  11. Riapplicare crema idratante e panno caldo, per favorire lo scioglimento della crema, fluidificandola e facendola aderire alla pelle del viso.
  12. Appoggiare un panno freddo o sciacquare con acqua fredda per tonificare pelle e pori dilatati e vasocostringere i capillari.
  13. Tonico non alcoolico riequilibrante e, possibilmente, restitutivo: a pH acido e ricco di minerali, preziosi per la pelle.

ACQUA CALDA O ACQUA FREDDA?

I barbieri utilizzano acqua tiepida per tutte le fasi, salvo poi l’acqua fredda alla fine per tonificare. A casa, se la pelle è sensibile, meglio usare acqua fredda che vasocostringe e drizza il pelo, facilitandone il taglio: meno piacevole, ma anche meno traumatica.

DOPOBARBA SI O NO?

Ripristinare il pH acido della pelle e ricostituire il film idrolipidico sono azioni fondamentali, dopo che, come già detto, si è asportato un sottile strato di cellule cornee (compreso il film protettivo su di esse adagiato); ma serve anche remineralizzare le cellule epidermiche rimaste “scoperte” e quindi prossime alla disidratazione. Da qui la necessità di applicare lozioni toniche, a pH eudermico, remineralizzanti subito dopo la rasatura. Meglio se analcoliche, perché la presenza di alcoli non solo irrita inutilmente la pelle, ma accelera la disidratazione.

BARBA INCOLTA O CURATA?

Al di là dei motivi etici ed estetici, la lunghezza della barba influisce anche dal punto di vista “igienico” della stessa, al pari della chioma dei capelli. Di certo una barba curata e trattata evita complicazioni legate alla colonizzazione batterica, dermatiti, follicoliti e micosi tipiche tanto della barba lunga e incolta, quanto delle capigliature “selvagge” o delle trecce rasta.

IN CONCLUSIONE

Potremmo disquisire a lungo sul simbolismo della barba e di tutte le sue varianti geografiche ed etniche, tanto quanto dei vari tipi di rasatura. Di certo, assistiamo oggi ad un prepotente ritorno della barba, sia come affermazione della mascolinità, che come ornamento estetico di quella metà del cielo che tutte le mattine deve inevitabilmente fare i conti con questa parte del viso.

Spero che questo articolo possa ridare a tutti noi il piacere di riguardarsi allo specchio e non dovere ripetere con afflizione: “Uffa che barba!”