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Progetto Olistico Dermatite Atopica

Progetto Olistico Dermatite Atopica

Star bene senza rischi trattando gli eczemi con cure naturali

Un bambino che si gratta e si ferisce viso e braccia fino a farle sanguinare è uno degli spettacoli più allarmanti sia per i genitori che per noi dermatologi, in grado di preoccupare ed esasperare gli adulti fino al punto di accettare compromessi salutistici “disperati e pericolosi” pur di interrompere quel circolo vizioso eczema-prurito-grattamento-infezione-nuovo eczema.

Nei manuali di dermatologia le foto più impressionanti sono i volti di questi bambini affetti da dermatite (o eczema) atopico, rese ancora più strazianti dalla tenerissima età dei pazienti. Una cosa però che colpisce l’attento osservatore è l’assoluta tranquillità negli occhi di pazienti che ci guardano stupiti quasi a chiedersi il motivo di tante nostre preoccupazioni.

Ci troviamo di fronte, come nella psoriasi, ad una dermatite più impressionante che grave, una specie di maschera da drago cinese con occhi di bambino.

E anche qui, come nella psoriasi e nell’acne, vengono impiegati da diversi anni farmaci pericolosi e dannosi sia localmente che per via sistemica con la leggerezza di chi spara alle mosche con un cannone, vantandone l’efficacia e nascondendone i rischi.

Stiamo assistendo ad un paradosso salutistico che ci spinge da un lato ad eliminare i derivati degli idrocarburi (paraffina o vaselina che dir si voglia) dalle creme cosmetiche per il “sospetto” della loro cancerogenicità, mentre dall’altro non ci si preoccupa di spalmare sulle piaghe di neonati creme che hanno effetti collaterali ben più temibili e pericolosi.

Certi farmaci proposti come cura per psoriasi, acne ed eczema atopico, infatti, quando non sono teratogeni (in grado cioè di creare malformazioni fetali) agiscono sul sistema immunitario sopprimendolo: immaginate cosa succede ad uno stato senza esercito né polizia e capirete quali sono i rischi dell’immunosoppressione in medicina.

Basta leggere la lunga lista degli effetti indesiderati di queste molecole per chiedersi se veramente ne valga la pena.

Già nel 2006 l’FDA (l’ente americano che vigila sulla sicurezza di farmaci ed alimenti), dopo avere registrato casi di cancro nelle prove di alcuni topici, proprio nella sede di applicazione, ha deciso di limitare l’uso, proibendolo nei primi due anni di vita e limitandolo a “brevi periodi” (1).

Subito dopo si è mosso l’ente europeo EMEA, limitandosi a consigliarne un “uso attento”, come se l’attenzione possa evitare la comparsa di gravi complicanze!

È un prezzo giusto per non grattarsi più? L’esasperazione di un genitore (e del figlio malato) a volte può portare a scelte drastiche, ma sono sempre necessarie?

Perché non provare a considerare l’eczema atopico come un sintomo e curarlo senza cannonate, dato che il sistema immunitario del bambino atopico non è malato, ma solo immaturo, come la sua “barriera cutanea” e che entrambi, come un colabrodo, fanno acqua.

Noi dermatologi lo sappiamo bene e lo possiamo facilmente misurare: si chiama TEWL ed è la misura della perdita d’acqua trans epidermica (Trans Epidermal Water Loss). Nell’atopico è molto aumentata: per questo la sua pelle si secca facilmente, prude, viene grattata e si infetta. Ma non è malata, è solo un apprendista in formazione, è un po’ più lenta della media, ma ce la farà, credetemi. Questo è il motivo per cui l’80% degli atopici guarisce entro la pubertà ed alcuni anche dopo.

Si può curare l’eczema (che in greco significa “bollire fuori”) senza sopprimerlo, con trattamenti termali, dieta adeguata, integrazione mirata, rimedi omeopatici e creme non farmacologiche, ma soprattutto valutando l’ambiente vitale del malato e le sue interrelazioni, che spesso “fanno acqua”.

Può sembrare difficile, ma non è facile. Però è possibile e soprattutto eudermico, cioè rispettoso della salute della nostra pelle, ciò a cui teniamo di più.

Una ricerca del 2013 dell’Università di Berlino (2) effettuata su 135 bambini eczematosi (48 trattati con omeopatia, 87 con terapie farmacologiche convenzionali) ha confermato statisticamente che:

– i tassi di risposta sono stati simili in entrambi i gruppi e non vi sono state differenze significative a 36 mesi;

– i costi totali sono stati lievemente superiori nel gruppo omeopatia rispetto al gruppo convenzionale (68,86 euro contro 54,00 euro);

– la valutazione della qualità di vita percepita da parenti e genitori è stata significativamente superiore nel gruppo omeopatia rispetto a quello trattato farmacologicamente.

L’efficacia delle medicine naturali viene confermata evidenziando la maggiore tranquillità terapeutica e la totale assenza di effetti collaterali.

Come quando si scelgono prodotti alimentari biologici, vestiti fatti con tessuti naturali oppure si fanno scelte di acquisti dando la preferenza a marche che garantiscono la qualità: il costo è di poco superiore a fronte di vantaggi molto maggiori.

Da allora, fioccano gli articoli sull’atopia: siamo passati dalle 500 pubblicazioni nel 2000, alle 965 nel 2010, alle 2168 nel 2020, alle 1300 solo nei primi sei mesi di quest’anno. A dimostrazione di un sempre maggiore interesse “farmacologico” nella cura di questa dermatite che solo negli Stati Uniti colpisce il 25% dei bambini ed il 7% degli adulti (3).

1) https://www.fda.gov/drugs/postmarket-drug-safety-information-patients-and-providers/tacrolimus-marketed-protopic-ointment-information

2) (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23383019/)

3) Atopic Dermatitis: Evolution and Revolution in Therapy

https://cdn.mdedge.com/files/s3fs-public/issues/articles/ct108003113.pdf