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Né VAX, né NO-VAX: NO-MIX !

Continua l’altalena di informazioni sulla tossicità ed i risarcimenti dei danni da vaccino, seguita subito dopo da smentite di truffe e bufale sanitarie.

Come districarsi? Cosa scegliere per la nostra salute?

Si inasprisce ogni giorno la crociata tra i due schieramenti “l’un contro l’altro armati” dei vaccinatori e dei non vaccinatori, a colpi di statistiche, percentuali, logaritmi, virologi e giornalisti.

E nel mezzo sta la nostra salute e quella dei nostri figli.

Come medico riconosco gli enormi vantaggi che le vaccinazioni hanno avuto nel corso dei decenni debellando malattie mortali ed invalidanti quali vaiolo e poliomielite, ormai scomparse dalla faccia della terra (ma non dai laboratori militari pronti alla prossima guerra biologica).

E allora perché un progresso della scienza che sta salvando ogni giorno tante vite umane, sembra oggi rivoltarsi a mordere e colpire la salute dei pazienti come mai era successo? Analizzando i calendari vaccinali e le associazioni di allergeni utilizzati (nel 1960 ben 15 infezioni erano prevenibili con la vaccinazione; nel 2009 sono diventate 40), non risulta difficile capire come passando dalla bivalente alla trivalente, alla esavalente il nostro sistema immunitario debba fare il doppio, il triplo, il 600% di sforzi per affrontare simultaneamente attacchi da più lati di patogeni sconosciuti e dei loro allergeni. Se poi questi attacchi vengono ripetuti con frequenze sempre maggiori, in tempi sempre più ravvicinati e precoci, rischiano davvero di mettere k.o. un apparato immunitario in divenire, che ancora sta facendo i suoi primi passi. Forse per questo una volta, quando si facevano pochi vaccini, singoli e ben distanziati il nostro sistema immunitario aveva tutto il tempo di allenarsi e vincere sul ring la battaglia col corpo estraneo, un avversario per volta, però. Come quando la nonna ci mandava a letto, un tempo, coi cugini malati per farci prenderci le malattie esantematiche direttamente da loro. E la loro saggezza ci ha vaccinati “naturalmente”, un po’ per volta, perché più allergeni stimolano il sistema immunitario, più frequenze dovrà sincronizzare, col rischio di fare rumore anziché musica.

Se i medici studiassero l’omeopatia capirebbero anche come prescrivere i farmaci, e soprattutto i vaccini: che cos’è infatti un vaccino se non un rimedio omeopatico concentrato? L’azione che si ottiene è infatti la stessa: informa il sistema immunitario dell’esistenza di un allergene fino ad allora sconosciuto. L’informazione viene raccolta, memorizzata (dai linfociti T detti appunto “con memoria”) e catalogata come tossica o innocua. Ma per fare questo bisogna fare amicizia con gli allergeni, abituarsi a loro, a piccole dosi, proprio come i rimedi omeopatici.

La moda attuale, invece, spinge per caricare sempre più le dosi con vaccini “polivalenti” vere e proprie bombe Maradona che esplodono in organismi ancora in formazione causando danni a volte irreversibili. Nella medicina, come nella vita, ho sempre ritenuto importante l’equilibrio. Per questo non mi schiero a favore di nessuna delle due fazioni integraliste (Né Vax, né No-Vax) ma auspico vivamente il ritorno ad un quadro vaccinale monocomponente (No-Mix), che curi solo le malattie realmente pericolose con una sola vaccinazione per volta e ben distanziate.

Forse, così facendo, ridurremmo gli effetti collaterali di questa utile pratica, che oggi si scontra inevitabilmente, con campagne politiche e “filosofiche” di famigerati liberatori dalla schiavitù di regimi mondiali dittatoriali. L’unica schiavitù che vedo, da medico ed omeopata, è quella delle ferree leggi naturali che sono per questo bio-logiche, cioè legate alla vita; e il loro mancato rispetto una scorciatoia per la malattia e la morte. Anche questa è dittatura.

D’altronde, biologicamente parlando:

 “la vita è una malattia mortale al 100% sessualmente trasmessa”
A noi il delicato compito di informare e spiegare ai pazienti i rischi e le responsabilità delle prorpie scelte in tema di salute: per questo, parafrasando l’antico motto “in medico stat virtus”