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INTESTINO E MELANOMA: COSI’ LONTANI… COSI’ VICINI

Che cosa ha a che fare la salute dell’intestino con la salute della pelle?

Ci sono trilioni di minuscoli esseri viventi, chiamati microbi, che hanno fatto del nostro corpo la loro casa e svolgono funzioni utili ad entrambi. Si è scoperto di recente una importante connessione con la salute della pelle e lo sviluppo dei tumori cutanei.

Ogni comunità di microbi è un microcosmo detto “microbioma” e ce ne sono in tutto il corpo: sulla pelle, nella bocca, nello stomaco e nel colon, ecc… I batteri sono i principali “proprietari terrieri” di ogni microbioma, ma ci sono anche virus, funghi e archaea (un antico gruppo di organismi unicellulari) che vivono fianco a fianco. Questi microbi entrano in noi alla nascita, e si evolvono e maturano nei primi anni di vita, cambiando composizione: all’età di 5 anni, i microbiomi sono società ben consolidate, relativamente stabili e pienamente funzionanti.

Per la maggior parte, queste comunità sono fatte di “microbi buoni” che rimangono in un equilibrio noto come “omeostasi”, ma se perdono l’equilibrio (a causa, di un’infezione esterna, del fumo o dell’assunzione di un farmaco antibiotico che uccide alcuni batteri buoni insieme a quelli cattivi) anche il nostro equilibrio si altera, con effetti deleteri sullo stato di salute.

“La più grande concentrazione di microbi si trova nel colon, la parte terminale dell’intestino” -afferma Alena Pribyl Ph.D. scienziata senior e ricercatore presso Microba, una società australiana che sta conducendo ricerche rivoluzionarie sul microbioma e le sue influenze sullo stato di salute. Negli ultimi 20 anni, un’incredibile quantità di ricerche ha collegato il microbioma intestinale a quasi ogni angolo della salute umana. “Può essere descritto come un altro organo che abbiamo scoperto di recente” – spiega il dottor Pribyl -“in grado di influenzare tutti i nostri diversi sistemi corporei.”

Inizialmente, i ricercatori si sono concentrati su come l’abbondanza di alcune specie nel microbioma intestinale delle persone che avevano una certa malattia differiva da quelle che non avevano la malattia. A volte alcune specie microbiche sembravano mancare, mentre altre erano presenti a livelli molto più elevati. Diverse famiglie di batteri intestinali si sono rivelate associate a malattie come la malattia infiammatoria intestinale (IBD), il diabete di tipo 2, la dermatite atopica (eczema) e la depressione.

 La dott.sa Alena Pribyl sta studiando questi minuscoli ospiti che hanno un impatto smisurato sulla salute e potrebbero essere una chiave per sbloccare risposte migliori ai trattamenti di immunoterapia.

Gli scienziati hanno trovato una connessione tra il microbioma e la risposta a determinati trattamenti, come le immunoterapie usate per trattare il melanoma. Dal 2015, numerosi studi hanno dimostrato che il microbioma intestinale dei pazienti umani che rispondono agli inibitori del checkpoint immunitario (un tipo di immunoterapia) differisce dal microbioma intestinale di coloro che non rispondono (e che non guariscono).

La Skin Cancer Foundation ne ha riferito nel 2019 in The Melanoma Letter, quando Jennifer A. Wargo M.D. e colleghi dell’Anderson Cancer Center dell’Università del Texas hanno scritto che il microbioma intestinale può influenzare la risposta dei pazienti al trattamento del melanoma.

E da allora, le immunoterapie sono state approvate anche per il trattamento di alcuni carcinomi a cellule basali avanzati, o BCC, e carcinomi a cellule squamose, o SCC.

“Ciò ha importanti implicazioni” – ha poi affermato – “poiché numerosi fattori hanno un impatto sul microbioma intestinale e vengono sviluppate strategie per modificarlo a fini terapeutici”.

Uno di questi fattori di impatto è l’uso di farmaci antibiotici. Sebbene gli antibiotici siano utili per il trattamento delle infezioni batteriche, possono anche spazzare via specie benefiche di “ospiti intestinali”. “Gli studi hanno dimostrato che i pazienti a cui sono stati somministrati antibiotici rispondono peggio agli inibitori del checkpoint immunitario” – afferma. Il prossimo passo in questa ricerca è capire quali microrganismi intestinali siano importanti per la risposta e come assicurarsi che siano presenti quando un paziente inizia l’immunoterapia.

Se volete leggere l’articolo originale:

https://www.skincancer.org/blog/what-does-gut-health-have-to-do-with-skin-health/