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FUORI DI TESTA = FUORI DI PANCIA: DISTURBI DEL COMPORTAMENTO E PSICOBATTERI.

Da anni si parla di intestino come “secondo cervello” grazie alla sua ricca rete di neuroni “autonomi ed indipendenti”, tanto da creare una popolazione cellulare a parte, un tessuto organico, un vecchio/nuovo sistema denominato MICROBIOMA.

L’intestino è l’organo a contatto con l’ambiente esterno più esteso del nostro corpo (con una superficie pari ad un campo di calcio) ed il più popolato (ospitando 100 trilioni di batteri, più di 10 volte il numero di cellule dell’intero corpo umano).

Da anni sappiamo quanto la serotonina sia implicata nello sviluppo delle reazioni infiammatorie cutanee, polmonari e gastro-enteriche; ora sappiamo anche che modificazioni dell’habitat batterico intestinale possono portare alla normalizzazione delle alterazioni comportamentali, ma solo se il nervo vago (una delle più importanti connessioni nervose tra cervello e intestino) rimane integro.

Lo può definire la linea telefonica lenta (via cavo) di comunicazione tra intestino e cervello, ma esiste anche un sistema wireless, ad alta velocità: la Serotonina, uno dei più promettenti e rapidi modulatori dei disturbi cerebro-intestinali.

Cervello e intestino, infatti, condividono onori e oneri dell’infiammazione “silente”, legata a quella miriade di citochine che in modo subdolo ma costante sollecitano giorno dopo giorno tutti i nostri organi.

Una delle possibili dimostrazioni è data da studi multidisciplinari tra psichiatri, gastroenterologi e immunobiologi, che hanno usato proprio le piastrine come “elementi specchio dei neuroni”. Infatti, queste preziose cellule del sangue, che si credevano deputate solo alla coagulazione, hanno dimostrato affinità biologiche sorprendenti con molti recettori neuronali, come quelli per la Serotonina.

Un approfondito studio sui lipidi di membrana delle piastrine (definite “ambasciatrici del cervello” e “neuroni circolanti”) ha permesso quindi di classificare e differenziare soggetti con depressione maggiore da quelli con depressione bipolare o altri disturbi comportamentali. Siamo di fronte a innovative possibilità di misurare i fenomeni comportamentali con anticipo forse sulla loro espressione clinica e di ripensare la prevenzione.

Dati allarmanti parlano di una “epidemia silenziosa di disturbi mentali” nei paesi ad alto reddito, evidenziata dalla crescente percentuale di casi di tentato suicidio, comportamenti autodistruttivi e difficoltà nella gestione della sfera emotiva già negli studenti universitari. Alla Stanford University, dal 2008 al 2012 i casi sono aumentati dal 104% al 157% e le previsioni sono ancora meno rosee.

Secondo un rapporto dell’Harvard School of Public Health e del World Economic Forum, recentemente ripreso dall’Economist in un articolo intitolato “Mental illness. The age of unreason”, tra il 2011 e il 2030 il costo delle malattie mentali in tutto il mondo sarà di oltre 16 trilioni di dollari in termini di mancata produzione, molto maggiore delle patologie oncologiche, cardiovascolari, respiratorie croniche e del diabete.

Ed il Covid ha raddoppiato, triplicato casi e consumi. Ecco allora che tutto ciò che porta alla possibile prevenzione di questi disturbi acquisisce una importanza notevole e il controllo dell’infiammazione intestinale sembra essere uno degli strumenti più efficaci per una corretta prevenzione.

Le alterazioni del microbioma sono state dimostrate tra le possibili concause dei disturbi psichiatrici; alcuni probiotici possono definirsi simpaticamente “Psicobatteri”, perché dotati di proprietà ansiolitiche ed antidepressive:

– il Bacteroides fragilis, la cui carenza pare collegata ai disordini intestinali negli autistici;
– il Bifidobacterium longum, in grado di alleviare lo stress psicologico e migliorare lo stato di umore anche in soggetti sani;

– il Lactobacillus rhamnosus, in grado di ridurre lo stress indotto dal cortisone e le forme di depressione ed ansia correlate;
– il Bifidobacterium infantis in grado di normalizzare parametri neurologici ed immunologici, oltre ad avere effetto antidolorifico intestinale, e altri “amici dell’umore” coi quali dovremo presto familiarizzare, per contrastare il prima possibile gli indelebili danni dell’infiammazione.

E’quindi fondamentale nutrire la flora intestinale, dall’infanzia alla vecchiaia, perché i nostri due cervelli, uno nella testa e l’altro nella pancia hanno entrambi bisogno del proprio nutrimento vitale, per non andare “fuori”.

Il Progetto Beauty-Full Mind che ho costruito, si avvale anche di questo per mantenere i “due gemelli” attivi e pimpanti, soprattutto nei periodi di pandemia, isolamento e distanziamento, che hanno minato entrambi con inevitabili ripercussioni emotive e funzionali.