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FUOCO SULLA PELLE – Segni indelebili?

La pelle ustionata è spesso una incognita per molti professionisti della bellezza che, non conoscendola, non sanno quali trattamenti e cure riservare a questi pazienti. Vediamo insieme di capire quali sono le esigenze di questa particolare categoria.

Le ustioni sono lesioni della pelle che possono essere di:

  • Primo grado se interessano solo l’epidermide.
  • Secondo grado se colpiscono anche il derma e vengono classificate in semplici e profonde.
  • Terzo grado quando raggiungono anche gli strati profondi.

UNA PATOLOGIA “FANTASMA”

L’ustionato è un paziente dermatologico “fantasma” perchè dimenticato da molti:

  • Dal Sistema Sanitario Nazionale in primis, dato che a fatica gli riconosce convenzioni di cure e farmaci a cui hanno diritto altre patologie ben meno gravi e invalidanti quali psoriasi, eczemi, e dermatiti.
  • Dai chirurghi plastici e dai centri ustioni che, focalizzati sulle prime cure di emergenza, difficilmente riescono a gestire il problema cronico, nel corso degli anni, se non per gli innumerevoli e ripetuti interventi correttivi che le retrazioni cicatriziali richiedono per tutta la vita.
  • Da noi dermatologi, spesso impreparati a gestire esiti cicatriziali con decorsi tanto imprevedibili quanto bizzarri.
  • Dalle estetiste e operatori del benessere, che non sempre sono abituati a trattare questa tipologia di inestetismo.

Affermo tutto questo per esperienza personale avendo per alcuni anni diretto il Reparto Dermatologico Termale di Tabiano, creando protocolli specifici di rieducazione e recupero dell’ustionato in grado di attenuare fino ad un terzo le invalidità permanenti da ustioni e le limitazioni funzionali che da esse derivano.

Con cosa? Semplicemente con l’acqua termale, meglio se sulfurea, in tutte le sue declinazioni:

  • Bagni al 2-3% fin dai primi giorni di innesti cutanei, poi gradualmente innalzati parallelamente all’attecchimento degli stessi;
  • Micromassaggi in acqua con doccia filiforme sui cheloidi per ammorbidirli;
  • Massaggi specifici di allungamento delle cicatrici lungo le linee di Langer;
  • Fanghi termali remineralizzanti per combattere l’usura e la secchezza nelle zone di attrito e di appoggio;
  • Nebulizzazioni di vapore su viso e decolletè per conservare elasticità e morbidezza della cute innestata.

Un miracolo naturale apprezzato da decine e decine di sfortunati pazienti colpiti da fuoco, acidi o caustici, radiazioni, scariche elettriche che hanno lasciato segni indelebili sulla loro pelle, tatuaggi inestetici che vorrebbero poter eliminare.

PRIMO SOCCORSO USTIONI

Nelle forme più lievi può essere utile rimuovere tempestivamente i residui di certi materiali sulla pelle; alcuni esempi sono: vestiti, plastica o gomma bruciata, olio bollente ecc.

  • Al contrario, se il materiale è saldato alla pelle, diventa necessario lasciare intatto lo strato di materiale per impedire che asportandolo si elimini anche la pelle stessa.
  • Togliere sempre i gioielli, le collane, i bracciali, gli orologi ecc.
  • Immergere immediatamente la zona ustionata nell’acqua fredda per almeno 10-15′.
  • Ricoprire la zona interessata con una garza sterile bagnata. Quelle specifiche per ustioni sono imbevute di prodotti che favoriscono la rigenerazione della pelle (ad esempio: acido ialuronico).
  • In caso di ustione diffusa alle mani e/o ai piedi, applicare le garze sterili in modo che le dita non si tocchino.
  • In caso di ustione agli occhi, porre delle garze sterili inumidite con acqua fisiologica senza applicare pressione.

Una volta chiarita e medicata l’entità dell’ustione, è necessario:

  • Garantire l’idratazione, considerando la maggior tendenza a disperdere liquidi.
  • Mantenere lo stato nutrizionale, tenendo conto del maggior consumo metabolico.
  • Assicurare un buon livello igienico, per la tendenza alle infezioni.

COSA NON FARE:

Durante il primo approccio a un’ustione è necessario evitare i seguenti comportamenti:

  • Utilizzare rimedi casalinghi (fette di patata, olio ecc).
  • Quando l’entità dell’ustione non è ben chiara, svestire forzatamente la parte interessata.
  • Usare subito disinfettanti, ghiaccio spray, unguenti o pomate.
  • Sporcare (con stracci, carta assorbente, garze usate ecc), parlare o tossire sulla parte ustionata.
  • Far scoppiare bolle e vesciche.

IL PARADOSSO OMEOPATICO: “similia similibus curentur”

Il simile cura il simile, diciamo noi omeopati, e l’ustionato ne è un caso esemplare, poiché lo zolfo, minerale più che infiammabile, cura la pelle scottata dal fuoco. Perchè lo zolfo è già dentro la pelle, nella sua proteina costituente, la cheratina, e non serve solo per ricostituire gli strati persi, ma ne accelera e facilita la guarigione avendo effetto batteriostatico, antimicotico e cheratoplastico (cicatriziale senza però la formazione di cheloidi).

Sappiamo che il tempo di guarigione della pelle ustionata dipende dalla gravità della stessa e da come viene trattata. 

Se l’ustione non è grave può essere trattata a casa e normalmente guarisce senza necessità di intervento medico: quanti di noi hanno sperimentato lo spiacevole incontro con ferri da stiro, forni di cucina, pentole o marmitte di moto che provocano lievi scottature e ustioni di primo grado?

In questi casi, il più delle volte è bastato mantenere pulita l’area interessata e non rompere le vesciche finchè il liquido al loro interno (sterile e ricco di anticorpi) rimane limpido; il bucare le bolle e le vesciche, invece, oltre a seccare la base delle stesse (la giunzione dermo-epidermica) facilità l’ingresso di polveri e patogeni.

Le ustioni lievi solitamente guariscono nel giro di una settimana senza lasciare alcuna cicatrice. Se l’ustione è estesa e/o profonda richiederà l’intervento medico e il tempo e le modalità di guarigione dipenderanno dalla gravità dell’ustione; ustioni più gravi e profonde possono richiedere mesi o anche anni per una completa guarigione e solitamente lasciano cicatrici visibili. 

Sono questi i danni più temibili per la nostra pelle, che viene privata non solo della elasticità e resistenza che la contraddistinguono, ma anche delle preziose strutture specializzate al suo interno: le ghiandole sudoripare, sebacee, bulbi piliferi, i recettori termici e sensoriali, ecc…

La cicatrice, infatti, è costituita da solido collagene, che come cemento chiude e ripara come il silicone, ma che negli anni si disidrata e ritira, accorciandosi e causando pericolose retrazioni in alcune aree delicate coma bocca, occhi, mani e articolazioni.

La pelle che le ricopre, poi, oltre ad essere più sottile e delicata, non è saldamente adesa al derma, ma liscia e facilmente scollabile, oltre ad essere particolarmente sensibile agli ultravioletti e infrarossi del sole.

Da qui la necessità di proteggere la pelle ustionata dal sole non solo nei primi anni dopo il danno, ma anche dopo.

Durante la mia esperienza termale ho raccolto consensi dai numerosi pazienti che hanno beneficiato, e ancora oggi lo fanno periodicamente, del “protocollo Tabiano” con risultati ineguagliabili da me condivisi coi colleghi chirurghi plastici anche con relazioni congressuali e pubblicazioni, felici di avere un centro di cura dell’ustionato cronico a cui fare riferimento.

Dopo la dimissione, infatti, troppo spesso l’ustionato si trova da solo a gestire il proprio disagio confortato solo dal medico di famiglia.

Trattamenti termali sulfurei due volte all’anno, stanno invece riducendo fortemente non solo l’invalidità, ma anche gli interventi correttivi, in chi ha la pazienza e la tenacia di proseguire con queste cure.

QUALI TRATTAMENTI FARE SULLA PELLE USTIONATA?

Sappiate che la pelle usionata è avida di carezze e creme, perché queste hanno su di lei risultati eclatanti. Avendo insegnato alle operatrici termali come massaggiare in acqua col getto le cicatrici più solide, e manualmente quelle più delicate, ho visto pazienti rigenerati fisicamente ma soprattutto psicologicamente, perché questa patologia lascia cicatrici mentali ben più profonde e dolorose di quelle cutanee e le estetiste hanno dimostrato di saperle lenire entrambe.

QUALI TRATTAMENTI SONO INDICATI?

  • Trattamenti idratanti e lenitivi sulla pelle già “spenta”;
  • trattamenti elasticizzanti quando il cheloide è ancora roseo (previo test in una piccola area campione per escludere reazioni avverse)
  • massaggi molto leggeri e superficiali (bionergetici) con oli e creme che permettano di scivolare agevolmente senza attriti (“grip”).

QUALI TRATTAMENTI NON SONO INDICATI?

  • Trattamenti esfolianti, scrub o enzimatici
  • Trattamenti antiage a base di acidi o retinolo
  • Trattamenti schiarenti
  • Massaggi energici e profondi
  • Lampade abbronzanti, laser, luce pulsata

IL MIO SOGNO

Che ogni centro termale sulfureo possa accogliere i pazienti ustionati con protocolli adatti a loro e alle acque che vengono utilizzate, con operatrici formate “ad hoc” e che il S.S.N. riconosca l’invalidità e le convenzioni per questa categoria. L’anonimato e il non riconoscimento di questa grave patologia è ferita ben più grave e meno curabile di quelle dermatologiche: noi possiamo occuparci di entrambe, come professionisti e come cittadini.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • Zermani R. et al. “Il trattamento termale nelle ustioni”. Sulphur Anno VII – n.2 – 1997:117-121.
  • Cavagna R. – 14° Congresso Nazionale delle Ustioni, Milano. “Il trattamento degli esiti da ustione con acque termali sulfuree”. 1 giugno 2001.
  • Cavagna R. – 3rd International Congress “The Ageing society”. “Giallo-oro: proprietà dello zolfo e sue applicazioni in campo dermatologico ed estetico”. 25 ottobre 2001.