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DISconnessi: la sindrome dei DISTRATTI perché “connessi”

Cos’hanno in comune l’impennata di incomunicabilità interpersonale? scippi sui mezzi pubblici? incidenti stradali? ludopatia ?

La crescita esponenziale del tempo passato con gli occhi, pardon, la testa su Internet.

Nel corso degli anni sono proliferati i social, le app, i videogiochi e le attività commerciali (illecite e non) tutte via web.

Telefonino e computer entrano a far parte della nostra vita sempre prima, nonostante le proibizioni dei pediatri e degli stessi imperatori dell’informatica ai loro figli (ma solo a loro!).

Ogni anno raddoppia il tempo che, volenti o nolenti, trascorriamo “online” tutti connessi, ma “offline” dalla vita reale, che ci perdiamo sempre più.

Nasce così il mondo virtuale, un baratro in cui è facilissimo scivolare in mano a speculatori, criminali e approfittatori.  

Come gli struzzi con la testa sottoterra, siamo sempre più vulnerabili, come ciechi tra vedenti, e sempre più pericolosi alla guida di auto con schermi sempre più grandi, da visionare “in viaggio”, distogliendo occhi e attenzione dalla strada.

Il “Metaverso” è ormai un mondo virtuale creato dall’uomo, la cui finalità ancora mi sfugge, anzi, qualche idea l’avrei ma non è proprio “radiofonica”.

Quando un figlio risponde a un genitore, o una fidanzata al compagno “Dimmi pure…” senza alzare gli occhi dalla tastiera, siamo lì, assorbiti da quell’aspiratore di coscienza che già Harry Potter aveva visualizzato con i pericolosissimi “dissennatori”, entità fantasma in grado di distrarre e poi far propria la mente umana, l’organo senza materia più prezioso che abbiamo.

E a questi ladri di menti voglio rivolgere il mio appello: una volta che ci avrete ridotti tutti a delle lampadine col vuoto pneumatico cerebrale, chi manderà avanti il mondo?

Una volta che i lupi avranno finito le pecore, di cosa si ciberanno?

Ai posteri l’ardua sentenza!